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Apple Intelligence (AI). La mia recensione video

  • La presentazione di Apple Intelligence ha deluso le aspettative, presentando funzionalità già esistenti in altre AI e mancando di innovazioni significative.
  • Apple sembra fragile e potrebbe stabilire una collaborazione strategica con OpenAI e Microsoft, con l’obiettivo di competere contro Google e il suo motore di ricerca potenziato da AI.
Concetto principaleDescrizione
Presentazione Apple IntelligenceDeludente, attesa da mesi, non ha introdotto nulla di nuovo rispetto alle altre AI presenti sul mercato.
Funzionalità di Apple IntelligenceOperazioni svolte nativamente sul sistema operativo, privacy degli utenti, funzionalità teoriche mostrate in demo video.
Collaborazione con OpenAISam Altman presente alla conferenza. Apple Intelligence sarà la base per attivare ChatGPT di OpenAI dentro tutti i device Apple.
Possibile alleanza strategicaPossibile stretta collaborazione tra Apple, OpenAI e Microsoft, in funzione anti-Google.
Necessità di un motore di ricerca alternativoRichiesta del mercato e degli utenti di un concorrente a Google AI Overview (che non sta andando benissimo).
Apple AI – Apple Intelligence – Recensione Live 🎙️ Parliamone insieme

Niente, davvero niente di che. La presentazione dell’intelligenza artificiale di Apple, attesissima da mesi, ha deluso le aspettative. Il silenzio di Apple faceva pensare (e sperare) che l’azienda di Cupertino avesse chissà cosa dentro il cappello magico, e invece alla fine non avevano niente o quasi. L’intelligenza artificiale è arrivata, si chiama Apple Intelligence, ma fa quello che fanno tutte le AI ormai da mesi e mesi. Niente di entusiasmante, come raccontato nella live dedicata che potete trovare qui sopra e nella quale analizzo tutte le cose più deludenti di questa presentazione. Parlo anche di quali possono essere le opportunità di questa evidente fragilità di Apple.

Recensione Apple Intelligence AI

Come dicevo, Apple Intelligence fa le cose che fanno tutte le intelligenze artificiali ormai da mesi e mesi. Ovviamente, la sua forza è poterle fare nativamente, quindi internamente al sistema operativo, senza dover aprire altre applicazioni. Inoltre, Apple si fa da sempre forte della sua totale dedizione al concetto di privacy degli utenti. Ma, tolto ciò, si tratta di funzionalità per il momento solo teoriche, perché mostrate in delle demo video peraltro iper montate. Comunque mancano, come detto nella mia video recensione, tutti gli “wow” che invece in questi mesi hanno accompagnato le presentazioni di OpenAI con Sam Altman.

Ed è proprio lui, Sam Altman, l’invisibile protagonista di Apple Intelligence e della presentazione. Era seduto in prima fila, guardando in silenzio quello che di fatto non è un competitor ma un possibile alleato. Apple Intelligence sarà la base dalla quale gli utenti potranno attivare tutta la potenza di ChatGPT di OpenAI. Accordo quindi molto stretto che potrebbe anche essere aperto ad altri player del settore di intelligenza artificiale.

Ma, come detto nella mia video recensione, lo scenario potrebbe anche essere più complesso e articolato, e potrebbe prevedere nei prossimi mesi un rapporto sempre più stretto tra Apple e OpenAI, fino quasi a giungere a un matrimonio o comunque a un bel fidanzamento. Un’alleanza che immancabilmente prevederebbe anche un ruolo di Microsoft, azionista e partner ormai storico di OpenAI, una strana alleanza evidentemente in funzione anti-Google.

Quello che più ho cercato nella presentazione un po’ scialba di ieri, infatti, era la traccia di un possibile progetto di motore di ricerca alternativo. Lo chiede il mercato, lo chiedono gli utenti: qualcosa che possa fare un po’ di concorrenza a Google e soprattutto a Google AI Overview, ovvero il motore di ricerca Google potenziato con l’intelligenza artificiale di Gemini.

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