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Brave Search recensione. Come funziona il motore di ricerca Brave

Rieccoci qui a parlare di Brave, il motore di ricerca alternativo a Google, di cui abbiamo accennato qualche giorno fa. Oggi, però, vi parleremo di Brave Search nella sua nuova veste. In passato, abbiamo discusso del Brave Browser e del suo utilizzo per visualizzare i contenuti di Prime Video.

Oggi ci concentreremo su Brave Search in tutti i suoi aspetti. Brave, come dicevamo, è un’alternativa a Google. Se siete stanchi di essere tracciati, qui non vi tracciano e potete effettuare tutte le vostre ricerche personali. Lo abbiamo da poco testato.

Se volete vedere direttamente il video con i nostri test lo trovate qui di seguito, altrimenti continuate a leggere il post dedicato a Brave Search.

Gli aspetti che più ci interessano e che abbiamo personalmente testato usando Brave Search sono: 1) se funziona; 2) se funziona in italiano, dato che spesso i risultati sono ottimi in inglese ma poco soddisfacenti in italiano; 3) l’esperienza utente e che tipo di esperienza può offrire un motore di ricerca con AI incorporata. Questo è un progetto di nicchia per ora, ma anche Google presto integrerà la propria intelligenza artificiale.

Abbiamo avuto un riscontro positivo su tutti e tre gli aspetti e ve ne riporteremo degli esempi qui sotto. Intanto, però, dobbiamo dire che Brave è spesso associato, anche da Google stesso, a quei motori di ricerca come DuckDuckGo, utilizzati per distaccarsi dal tracciamento di Google.

La grande novità, come dicevamo, è l’intelligenza artificiale incorporata, una variante decisamente comoda. Abbiamo chiesto a Brave le migliori racchette di padel sul mercato, abbiamo inserito i nostri nomi per verificare se comparivano il profilo lavorativo, i nostri blog e il libro che abbiamo scritto; la ricerca ha fornito risposte precise e pertinenti, riportando anche tutte le ricerche correlate.

Nel caso delle “racchette da padel” o delle ricerche sul “meteo a Ronciglione”, abbiamo utilizzato anche l’AI interna, che ha elaborato velocemente le sue risposte. L’argomento dell’intelligenza artificiale sui motori di ricerca è vasto e richiede ulteriori approfondimenti. Ci troviamo davanti a una realtà in cui internet dà meno spazio ai creatori di contenuti e, allo stesso tempo, l’AI prende le informazioni direttamente dai siti web, che rischiano di perdere visibilità.

È un tema interessante e bisogna capire come si troverà il giusto equilibrio tra i due aspetti. Comunque, per concludere, Brave Search, come Brave Browser, è stato promosso e ha soddisfatto le nostre richieste. Per non essere sempre focalizzati e iper dipendenti da Google, Brave è, secondo noi, sicuramente una valida alternativa.

Sono Fabrizio Giancaterini e ogni giorno scopro nuove cose e le condivido, con parole semplici, qui su gianca.net. Sia in formato video che in formato testo. Segui gianca.net su Telegram qui.


content reviewer: Camilla Petrella

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